A Crespi d’Adda, si trova un grazioso villaggio operaio che ogni anno, soprattutto durante il periodo estivo e primaverile, accoglie centinaia di visitatori che giungono per visitare i vari siti.

E’ una piccola frazione di Capriate San Gervasio in provincia di Bergamo a pochi km dal castello di Trezzo sull’Adda.

Dal 1995 è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO per il perfetto stato di conservazione; è infatti considerato tra i migliori del sud dell’Europa.

ingresso-villaggio-crespi-dadda

Per volere della famiglia Crespi, da cui il villaggio prende il nome, verso la fine del 1800 il villaggio inizia a prendere forma per fornire alloggio ai lavoratori della fabbrica di cotone di proprietà della famiglia.

All’interno del villaggio di Crespi d’Adda, lungo le vie della piccola frazione, sono disposte in maniera regolare decine di abitazioni a pianta quadrata. Circondate da giardini e staccionate delimitate dalle strade circostanti. Queste abitazioni al tempo erano riservate alle famiglie operaie.

Alcune costruzioni erano riservate ai caporeparto e agli impiegati, non molto diverse dalle case per gli operai, ma riconoscibili per la pianta rettangolare e maggiori elementi decorativi.

Nella zona sud orientale dal villaggio spiccano invece le abitazioni dei dirigenti. Sono distinguibili per la pianta irregolare e le decorazioni con vari elementi: pietra, legno, cotto, maiolica policroma e cemento decorativo. Bellissimi e coloratissimi giardini ne delimitano il perimetro.

Attualmente molte famiglie discendenti dagli operai della fabbrica occupano una buona parte delle abitazioni presenti nel villaggio, altre sono state vendute a privati dal 1970. 

Il cotonificio Crespi

L’opificio, inaugurato il 25 luglio 1978, occupava buona parte degli 85 ettari di terreno che il bustocco Cristoforo Benigno Crespi acquistò dai comuni di Canonica d’Adda e Capriate San Gervasio nel 1875.  Il suo intento era quello di ricalcare i progetti inglesi della rivoluzione industriale.

Nel suo periodo di massima attività il cotonificio Crespi contava quasi 4000 dipendenti reclutati dai paesi limitrofi e conteneva circa 1.200 telai meccanici e 5.000 fusi, suddivisi nelle 4 aree produttive della fabbrica: filatura, reparti complementari, tessitura e tintoria.

L’ingresso è contraddistinto da un’enorme cancellata rossa in ferro battuto rosso, dietro il quale sorge la ciminiera. Il suo scopo era di disperdere il più in alto possibile i residui della lavorazione. L’orologio all’ingresso scandiva il passare del tempo e indicava l’inizio e la fine della giornata lavorativa.

La gloriosa storia del cotonificio a Crespi d’Adda si concluse nel 2003 quando venne definitamente chiuso.

La casa padronale

La casa padronale spicca all’occhio nel momento in cui si giunge a Crespi d’Adda essendo l’edificio più ricco e vistoso.

Esso, realizzato tra il 1893 il 1894 in stile tardo romantico, veniva utilizzato dalla famiglia Crespi durante la permanenza nel villaggio. Da molti è conosciuto come castello e dopo la chiusura del cotonificio passa al comune di Capriate San Gervasio che utilizzava la costruzione come scuola per poi essere ceduta a privati.

Gli altri edifici

Come tutti i borghi e città che si rispettino, la famiglia Crespi volle che anche il proprio villaggio fosse dotato di tutti i servizi necessari per far si che la comunità potesse vivere come in una normalissima cittadina.

In particolare, tra i più importanti: una scuola, una chiesa, un dopolavoro, un ospedale con annessi bagni pubblici e un cimitero, oltre ad alcune attività commerciali.

Oltre a rendere gradevole e piacevole la vita a Crespi d’Adda tutto questo contribuiva a creare un grande senso di appartenenza e riconoscenza all’opificio Crespi.

L’ospedale, creato nel 1904, vantava le più moderne attrezzature e tecnologie del tempo, soprattutto in ambito chirurgico e radiologico, volute dalla famiglia Crespi per i frequenti infortuni sul lavoro. L’assistenza sanitaria nel villaggio era completamente a carico della famiglia Crespi.

I bagni pubblici erano luogo di ritrovo e venivano utilizzati in comune dagli abitanti del villaggio prima che i servizi igienici venissero introdotti nelle abitazioni private. Un’enorme “vasca da bagno” era l’unico strumento di pulizia e igiene.

La chiesa rappresenta il punto di giunzione tra il villaggio operaio di Crespi d’Adda e le origini di Cristoforo Benigno Crespi in quanto, per volere dello stesso, rappresenta una copia della chiesa di Busto Arsizio, sua città natale.

Il cimitero è situato nella zona più a sud del villaggio ed è raggiungibile percorrendo un lungo viale alberato. Ancora oggi conserva il ricordo delle famiglie  dei tanti operai deceduti durante gli anni di attività del cotonificio e ancora oggi è in uso. Un maestoso mausoleo posto di fronte all’ingresso e visibile sin dall’inizio del viale che conduce al cimitero era ed è dedicato ovviamente alla famiglia Crespi.

La centrale idroelettrica di Crespi d'Adda

Vista la grande richiesta energetica per supportare il fabbisogno dell’opificio la famiglia Crespi fece realizzare nel 1909 a Crespi d’Adda una centrale idroelettrica vicino alla già presente centrale idromeccanica (col tempo anch’essa trasformata per volere della famiglia in idroelettrica).

Oggi la centrale costruita lungo gli argini dell’Adda è ancora funzionante dopo 6 anni di inattività e un’attenta ristrutturazione ed è facilmente raggiungibile percorrendo un percorso pedonale che prosegue poi lungo la sponda del fiume, ideale per gli amanti delle camminate, della corsa o di mountain bike.

 

Informazioni

  • Adatto alle famiglie
  • Durata: mezza giornata
  • Raggiungibile con macchina

Link esterni

Dove si trova

Percorrendo l’autostrada A4 uscire a Trazzo d’Adda (Leolandia) e seguire per Capriate San Gervasio.

Meteo

Ti è piaciuto? Condividilo con i tuoi amici!